Calcolatore IBAN Italiano

Inserisci ABI, CAB e numero di conto: calcoliamo CIN e cifre di controllo per generare l’IBAN completo.

L’IBAN generato è formalmente valido in base ai dati inseriti, ma questo non garantisce che corrisponda a un conto realmente esistente o attivo presso la banca.

A cosa serve questo calcolatore

Capita di avere solo una parte delle coordinate bancarie di un conto italiano, ad esempio il codice ABI della banca, il CAB della filiale e il numero di conto corrente, senza però disporre dell’IBAN completo. Succede spesso con dati migrati da vecchi archivi aziendali, moduli cartacei o sistemi gestionali che non sono mai stati aggiornati al formato IBAN.

Questo strumento ricostruisce l’IBAN partendo da quei tre elementi, calcolando automaticamente il carattere CIN e le due cifre di controllo iniziali secondo le regole ufficiali del sistema bancario italiano.

Come vengono calcolati CIN e cifre di controllo

Il CIN non è un carattere scelto a caso: ogni cifra di ABI, CAB e numero di conto viene convertita in un valore numerico usando due tabelle diverse a seconda che la sua posizione nella sequenza sia dispari o pari. La somma di tutti questi valori, divisa per 26, individua la lettera corrispondente.

Le due cifre di controllo che aprono l’IBAN seguono invece lo stesso principio del calcolo Modulo 97 descritto nella pagina di verifica IBAN, applicato in senso inverso: invece di controllare un codice esistente, lo strumento genera le cifre necessarie perché il codice risulti valido.

Domande frequenti sul calcolatore IBAN

Perché il numero di conto deve avere 12 caratteri?

Lo standard IBAN italiano riserva sempre 12 posizioni al numero di conto. Se il tuo numero di conto è più corto, lo strumento lo completa automaticamente con degli zeri iniziali, esattamente come fa la tua banca internamente.

Il codice generato corrisponde sempre a un conto realmente esistente?

No. Lo strumento applica correttamente le formule matematiche a qualsiasi combinazione di ABI, CAB e numero di conto inserita, anche se quella combinazione non corrisponde a un conto realmente attivo in banca. Un IBAN formalmente corretto non è una prova che il conto esista.